17 novembre 2018

Mauro Ermini

In trent’anni di calcio Mauro Ermini ha vissuto molte realtà, sia professionistiche che non, ma la sua ultima creatura è uno dei tanti fiori all’occhiello di una lunga carriera divisa tra Toscana – soprattutto Firenze e hinterland – ma anche Emilia Romagna, Piemonte ed Umbria, dove ha lavorato per società professionistiche. Dopo l’ultima esperienza di club, adesso da oltre due anni Ermini ricopre il ruolo di responsabile della Scuola Calcio del Fiesole, squadra risorta nell’autunno del 2014 dalle ceneri di Fiesole Caldine che pochi mesi prima aveva rinunciato ad iscriversi al campionato di Eccellenza alzando bandiera bianca.

Ed è stato il classico colpo di fulmine: “Sono arrivato un po’ per caso, mi ero preso un anno sabbatico dopo l’esperienza vissuta in Federazione ma mi sono subito appassionato a questa realtà”. Nell’ottobre del 2015 l’incontro con Nereo Barbieri che lo ha convinto a tornare in gioco: “E’ scoccata subito la scintilla e anche se non ci conoscevamo personalmente ho avuto carta bianca dal presidente Giampiero Niccoli e dal consiglio per rifondare una scuola calcio che un anno dopo la scomparsa della vecchia società aveva a disposizione solo cinquantasette bambini. Il bellissimo impianto delle Caldine è stato uno dei motivi che mi hanno spinto a venire qua, poi dopo pochi mesi è arrivato anche il direttore sportivo Cristiano Bartoloni al quale sono legato da un’amicizia ed essendo entrambi uomini di calcio c’è stato sin da subito affiatamento. Per me è stato l’uomo giusto al momento giusto. Dovevamo ripartire da zero e rimettere in piedi il settore giovanile ma è stata una sfida stimolante e quando c’è sinergia tra tutte le componenti si può lavorare con armonia.

I numeri ci stanno dando ragione, abbiamo raggiunto quota centotrenta iscritti alla Scuola Calcio e non vogliamo fermarci. Puntiamo a crescere ancora nei prossimi anni ed essere una società di riferimento per l’area dei colli fiorentini e non solo ma per arrivare a questo tutte le componenti devono funzionare a partire dai genitori che devono credere nella bontà del nostro progetto”. E da quest’anno il Fiesole Calcio, grazie al suo lavoro e quello della società ha ottenuto un importante riconoscimento: “Da giugno 2017 siamo ‘Scuola Calcio Élite’, un vero successo se pensiamo a quello che (non) c’era soltanto tre anni fa. Abbiamo creato un vero e proprio mare partendo da un gozzo – dice con tono orgoglioso Mauro Ermini – tra i centrotrenta iscritti alla scuola calcio, settantacinque ragazzi del settore giovanile compreso la categoria Allievi che l’anno scorso mancava, Juniores e prima squadra abbiamo circa un totale di circa 250 atleti tesserati. Un incremento di oltre il 100% e un movimento che punta sempre più a imporsi nel panorama calcistico fiorentino.

Ma essere scuola calcio d’Elite comporta oneri e onori, con parametri stringenti da rispettare che non si fermano meramente al campo: “Il passo è stato grande, e ci permette di avere un biglietto da visita notevole anche se ancora qualcuno resta scettico e preferisce portare i bambini altrove. Ad oggi abbiamo undici squadre a partire dai Piccoli Amici per passare ai Primi Calci e Pulcini fino ad arrivare agli Esordienti. Essere una società d’Élite significa avere istruttori qualificati, partecipare a convegni, rispettare le scadenze e aderire a progetti, tra i quali il “Progetto scuola”, cinque incontri tra genitori e federazione. E fare tutto questo nel giro di tre stagioni è un risultato straordinario. Inoltre siamo affiliati e in costante contatto con il Centro Tecnico di Tirrenia con il quale ci confrontiamo mensilmente ed i loro tecnici federali ci dicono come lavorare. È un lavoro incrociato, anche loro vengono a trovarci per valutare l’operato. Aspettiamo la fine dell’anno per ricevere la targa ufficiale per essere effettivamente “Scuola Calcio d’Elite”, ma per mantenerla dobbiamo rispettare tutti i parametri e dettami anno dopo anno, altrimenti perdiamo per due anni questa denominazione”.

Mauro Ermini inoltre ci tiene a precisare come il lavoro dell’istruttore sia ben diverso da quello dell’allenatore e che se ne cerchino sempre di più qualificati: “Rispetto a venti o trent’anni fa, i piccoli non fanno più movimento, basti pensare che al mattino per andare a scuola si prende l’ascensore e si sale in macchina, e quando si torna a casa si fanno i compiti e ci si mette a giocare ai videogiochi. Allo stesso tempo è inutile far fare a chi si allena i giri di campo, e qui il lavoro dell’istruttore qualificato attraverso schede tecniche è fondamentale. In campo ci si arriva con un foglio sul quale è indicato il lavoro da svolgere, servono metodologie nuove, non si può improvvisare niente e l’istruttore deve essere più vicino ad essere un maestro di scuola che ad un allenatore il cui lavoro è diversificato parte dalle categorie giovanili”.

Il processo di crescita del Fiesole non vuole fermarsi, anzi: “Dall’anno prossimo vogliamo ampliare anche il numero degli istruttori, con il presidente e con il consiglio c’è sinergia, c’è confronto e voglia di crescere Essendo nati da pochissimi anni va dato merito alla proprietà di aver seguito quelli che sono stati i miei dettami, ma questo è un grande stimolo a non abbassare la guardia e continuare su questa via percorsa finora, perché se la salita per arrivare al top è difficilissima, scendere è molto più facile. È stato fatto un grandissimo lavoro a partire dal presidente e tutto il consiglio perché una persona da sola non può fare una società, ma la mia sfida è quotidiana e ogni giorno sono sul campo, qualsiasi sia la condizione meteo”.

Responsabile Scuola Calcio
Mauro Ermini

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